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22/09/2011
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Il castello ad oggi

 

IL VINO

Il Grignolino, la Freisa, il Barbera, il Barbesino e la Malvasia sono le principali varietà di vino prodotte dai vigneti di Frassinello Monferrato e dintorni.

Il Grignolino del Monferrato Casalese, in particolare, è il prodotto simbolo della zona, ne porta il nome ed è veicolo di identificazione e promozione del territorio. Pare che il nome derivi da “Grignola”, termine dialettale astigiano utilizzato per indicare i vinaccioli che in questo tipo di uva sono molto abbondanti. Ha colore rosso rubino chiaro, tendente all’arancione quando è invecchiato. Il suo profumo è delicato, con note di rosa e pepe, e si presenta al palato di buon corpo, asciutto e dal retrogusto amarognolo. Si tratta di un vino che trae origine da un vitigno difficile che il grande enologo Luigi Veronelli definì “vitigno di terre elette”, ma solo dopo aver dato al Grignolino “dell’anarchico o del testabalorda”. Spesso nel Casalese questo stesso vino veniva chiamato Barbesino, termine poi usato per lanciare un nuovo rosso del Monferrato nato dall’unione di uve Barbera, Grignolino e Freisa.

castello esterno

la cucina

La cucina monferrina ha assimilato svariate influenze a causa delle continue dominazioni subite, dai Paleologi, ai Gonzaga fino ai Savoia. Inoltre le caratteristiche ambientali della cascina di collina, la stalla, l’orto, la vigne e i numerosi alberi da frutta permettono al Monferrato una cucina ricca di varietà e sapori.
Il prodotto tipico più famoso è l’agnolotto, diffuso in tutto il territorio e cucinato con diverse ricette. Di pasta molto sottile con un ripieno di carni rosse e bianche, uovo, parmigiano e verdure, si serve in brodo, come tradizione vuole, o con un condimento di sugo d’arrosto o brasato. Portata fondamentale dei grandi pasti festivi è il bollito misto, preparato con carne di bue, pollastro o gallina, cotechini e salamini. La ricetta originale vuole che sette siano i tagli nobili, sette quelli minori e sette le verdure che accompagnano il bollito. La salse, i cosiddetti “bagnetti” incorniciano e insaporiscono il piatto. Un'altra ricetta fondamentale è il fritto misto alla monferrina: interiora, carne, verdure, rognoncini di vitello, amaretti e mele. Tipicamente servito impanato, fritto e caldissimo. La bagna cauda (ovvero salsa calda), piatto invernale da gustare con amici, è a base di olio extravergine di oliva, aglio, acciughe sotto sale e verdure, tra cui i cardi. Si consuma intingendo le verdure nella “bagna” di olio, acciughe e aglio.  Infine, i dolci: budini, pere cotte al grignolino, pesche ripiene di amaretti, torte di zucca e mele, probabile ricordo dei Gonzaga. Tipici del casalese, i krumiri, biscotti dalla particolare forma arcuata composti da farina, aromi e burro. Buoni da mangiare da soli, sono deliziosi intinti nella Malvasia e nei passiti.  

i prodotti

Le verdure, dai carciofi in collina a peperoni e asparagi nel piano verso il Po e le erbe, come le ortiche e denti di cane sono utilizzate per frittatine, risotti e minestre. Le carni  sono rosse, usate per i bolliti, e bianche come polli, conigli e oche. Gli affettati tipici sono la muletta, un insaccato di carne e lardelli di suino e il salame cotto. Il pane è la Monferrina, rigorosamente bianco e di pasta dura. Tra la frutta che si coltiva nel territorio, si ricorda uva, mele, pere, ciliegie e fichi. Non mancano noci e nocciole. Con le noci, nocciole, fichi, mele cotogne, pere e mosto d’uva si prepara la mostarda d’uva. Fiore all’occhiello del territorio è il tartufo, a cui sono dedicate numerose rassegne nella stagione autunnale, tra cui la Fiera del Tartufo a Moncalvo la terza e quarta domenica di ottobre e La Sagra del Tartufo Bianco nel primo fine settimana di novembre a Cella Monte.   





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